Ecologia e Vita Moderna

Quando il sistema 'ufficiale' s'inceppa

Influenza A, un fallimento miliardario

Lo ha scritto Carlo Di Stanislao online il 15 gennaio 2010 su Omeopatia 33, pubblicato dalla SIOMI, Società Italiana Di Omeopatia e Medicina Integrata, (Anno 5, Numero 1). Ecco il testo originale:

"Il virus H1N1 festeggia in questo inizio di nuovo anno i suoi primi dodici mesi di vita e lo fa con un bilancio pieno di sorprese... Un tasso di mortalità di gran lunga inferiore al previsto e addirittura minore rispetto a quello dell'influenza stagionale, un deciso calo dei ricoveri negli Stati Uniti e in Europa proprio nei giorni in cui si temeva il picco e le polemiche sull'operazione vaccinazioni che in Italia è stata un totale fallimento: poco più di 800.000 vaccinati contro 24 milioni attesi ed una risposta positiva del personale medico e paramedico appena del 15%.

Inoltre i dati ci dicono che solo il 12% degli anziani sottoposti a tale vaccino ha sviluppato, a sei mesi, una adeguata protezione. Chi ne è uscita vincitrice è la Big Pharma, la casa produttrice, con un jack point da 20 miliardi di euro (pari a due manovre finanziarie) per una pandemia mai davvero avviata.

Mentre l'Organizzazione Mondiale della Sanità è stata costretta ad aprire un'inchiesta interna per verificare i possibili conflitti di interessi dei suoi consulenti scientifici accusati di essere pure nel libro paga dell'industria, in Italia si parla ancora di una ipotetica nuova ondata fra qui e marzo, per giustificare l'acquisisione di dosi inutilizzate. Sia ben chiaro, nessuno nega che il virus esista e che la sua pericolosità sia direttamente proporzionale alla globalizzazione del mondo.

Gli effetti però sono stati meno gravi del previsto. E non solo. Il virus sta mutando e il vaccino in commercio potrebbe non servire più. E se l'umanità, per fortuna, si è ammalata poco, in compenso sul fronte finanziario c'è chi scoppia di salute poichè la Virus Spa, un sapiente mix di vaccini e di indotto, figlio dell'ansia "preventiva", ha già macinato i suoi miliardi. Non si tratta, aprioristicamente, di essere pro o contro i vaccini, ma di valutarne il reale ruolo preventivo, caso per caso.

Ed è pericoloso, riteniamo, proporre, come ha fatto in questi giorni Margaret Chan, direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, di donare le scorte residue ai Paesi in via di sviluppo: una vaccinazione di massa in soggetti spesso immunocompromessi potrebbe dare più problemi di quanti ipoteticamente ne possa prevenire".

Che altro dire? Che siamo d'accordo!

 

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