Cos'è la Danzaterapia

Danzaterapia

Danzare, seguire una melodia muovendosi col corpo, battere i piedi e saltellare al ritmo di una musica gradevole, che fa sorridere, che aiuta a scaldare i muscoli e a sciogliere le tensioni... Sembra facile, eppure molti non ci riescono. Forse si sentono sgraziati, temono di suscitare ilarità, si vergognano magari per un difetto fisico, talvolta solo immaginato o temuto. Per tutti costoro e per tanti altri è sicuramente raccomandata la danzaterapia.

Nata come bisogno di spezzare le ferree regole della tradizionalissima danza classica, la 'modern dance' vede la luce ai primi del secolo appena trascorso grazie a personaggi, come Isadora Duncan, che desideravano raggiungere la massima libertà di movimenti pur seguendo musica classica o di altro genere.

Da queste ricerche nasce la danzaterapia, la quale non prevede il solito tirocinio 'alla sbarra' ma utilizza esercizi fisici che tendono a dare sensazioni di benessere, come: ampliare la respirazione, potenziare la muscolatura, migliorare l'equilibrio, l'estensione del proprio corpo, il contatto col terreno. Tutto questo era favorito da tecniche orientali e soprattutto da una respirazione corretta.

Formalmente, però, è solo intorno agli anni '40 che negli Stati Uniti si inizia a parlare di Danzaterapia grazie all'opera di M. Chace e T. Schoop, ballerine professioniste di Modern Dance. La nuova corrente di danza, lanciata dalla celebre Isadora in rottura con le regole rigide del balletto tradizionale, vede l'apparizione del nuovo movimento spontaneo.

Chace e Schoop ci ragionano, ritengono che così si potrebbe forse comunicare più facilmente e anche entrare in contatto con persone affette da disturbi mentali, in particolare da turbe psicotiche, dove il linguaggio verbale non offre possibilità evidenti di comunicazione. Le due ricercatrici, in collaborazione con specialisti del settore, confermano l'ipotesi che il corpo fisico abbia a che fare con la dimensione percettiva e comunicativa e approfondiscono lo studio sugli aspetti motori delle malattie mentali.

In America la danzaterapia è stata proposta con successo all'interno di istituzioni clinico-psichiatriche, penitenziarie, scolastiche ed educative in genere. Poi il metodo viene applicato a condizioni diverse: dal malato istituzionale all'uomo sofferente in genere. In particolare proprio in italia, la Danzaterapia dimostra di essere efficace anche sulle malattie somatiche in cui risulti determinante la componente psichica. Invariato il principio di base: il primo strumento per comunicare, il più importante fin dalla nascita del cucciolo-uomo, è il corpo.

Per sua esplicita struttura la danzaterapia, più di tanti altri metodi, può condurre un individuo a servirsi esclusivamente del linguaggio del corpo, primo limite del non-verbale. Stimola l'azione spontanea senza che intevenga la mente razionale, che spesso offusca e nasconde i reali bisogni necessari al recupero e al mantenimento della salute fisica. Si libera la parte più spontanea del sé, si sciolgono tensioni e blocchi cosiddetti psicosomatici, si portano a galla e si dissolvono eventi che producono la malattia.

Chiunque può dedicarsi a questa terapia allegra e dolce. Dopo aver raggiunto una certa scioltezza, si sceglie la musica più adatta e si inizia con alcune improvvisazioni che hanno lo scopo di liberare le proprie energie e sbloccare tutto quello che impedisce di esprimerci. L'ultimo passo è la creatività che finalmente ci darà la dimensione delle nostre capacità più profonde, soffocate e represse forse da anni. Il ritmo appare l'elemento unificatore in grado di combattere il senso di disgregazione e di annullamento alla base di qualsiasi disagio: esistenziale, psichico o somatico che dir si voglia.

La tendenza a muoversi a ritmo è qualcosa che si manifesta precocemente nella vita dell'uomo: appare infatti nei primi sei mesi dalla nascita. Movimento e ritmo sono presenti e caratterizzano ogni fenomeno cosmico; si può dire che siano elementi di equilibrio e congiunzione fra uomo e natura. Ecco dove la danza, se non inibita o limitata da moralismi o etichette, si lega al bisogno fondamentale degli esseri umani di esprimersi secondo i propri ritmi biologici, mentali e corporali. La danzaterapia si accorda ad antiche tradizioni primitive, con movimenti ritmici spontanei in armonia con il mondo circostante.

La danzaterapia è consigliabile a ragazze e ragazzi, ai bambini, agli adulti e pure alle persone anziane. Chi opera in questo settore ha una conoscenza medica che mette in grado di aiutare a sopportare meglio handicap fisici ma anche a combattere alcune nevrosi: qui si consiglia però la terapia individuale, mentre in altri casi si lavora meglio in gruppo. Liberare il movimento spontaneo è un modo per dar voce all'essere più autentico, spesso temuto perché in contrasto con la realtà che ci circonda e vissuto come immodificabile.

La danza è presente in tutte le epoche e in ogni civiltà: là dove non se ne riporta segno, sembra mancare una vita sociale degna di nota. Carl Sachs ha osservato come tutte le civiltà abbiano un proprio modo di danzare che le contraddistingue; si può affermare che una civiltà sia accomunata a un'altra da modi simili di danzare. Usarla oggi come terapia potrebbe rappresentare il nostro attuale 'mal de vivre'. Speriamo di curarci bene: balliamo?

Dr. A.D.Cohen
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